
Nasce dall'incontro tra le aziende vinicole Borgogno e Fratelli Serio e Battista Borgogno,
e Save the Truffle. Il Bosco del Tartufo e' una scuola a cielo aperto e un'occasione per vivere l'incredibile esperienza della ricerca del Tartufo Bianco d'Alba, assieme a Trifulau che vi racconteranno l'importanza della salvaguardia dei boschi e della biodiversita' delle nostre colline.
• BORGOGNO
• Fratelli Serio e Battista Borgogno
• Save the Truffle

Accompagna il Trifulau e il suo cane nella ricerca del Tartufo,
e vivi questa grande tradizione di Langa all'interno del nostro Bosco!
prezzi
Da 1 a 3 persone = 50,00 € p.p
Da 4 a 9 persone = 40,00 € p.p
Da 10 a 19 persone = 250,00 € (costo fisso)
Oltre le 19 persone = 350,00 € (costo fisso)
L'incontro con il trifulau avviene presso la cantina Borgogno e la ricerca si svolge all’ interno del Bosco del Tartufo. Un bosco tartufigeno situato nel cuore delle Langhe, a Barolo, accanto a uno tra i cru di Barolo piu' importanti, Liste.

Il nome Borgogno è da sempre legato ad una delle più antiche case vinicole di langa e del Piemonte. Tutto ha inizio nel 1761 quando Bartolomeo Borgogno fonda la cantina nel comune di Barolo. Negli anni a seguire la storia dell’azienda si lega spesso a quella del nostro paese, come quando nel 1861, anno in cui si realizza l’Unità d’Italia, il vino scelto per accompagnare il pranzo celebrativo ufficiale è il Barolo Borgogno. A segnare un momento di svolta nella storia della cantina ci pensa Cesare Borgogno, nel 1920 la sua genialità dà vita ad una tradizione che ai giorni nostri parrebbe pura follia: i vini delle migliori annate non vengono immessi tutti sul mercato ma in parte custoditi gelosamente nelle cantine per almeno vent’anni. Iniziano così ad accumularsi i migliori millesimi di Barolo. Grazie a questa felice intuizione da allora diventata consuetudine, ancora oggi le cantine sotterranee rappresentano una rara memoria storica del territorio di Langa.
Alla morte di Cesare Borgogno nel 1968 la conduzione passa alla nipote Ida e al futuro marito Franco Boschis, fino a quel momento validi Collaboratori, e successivamente ai loro figli Cesare e Giorgio. Il 2008 segna un’altra importante tappa nella storia di Borgogno: l’azienda viene rilevata dalla famiglia Farinetti. L’anno successivo si completa l’importante ristrutturazione dell’edificio principale che viene riportato al suo aspetto originario. Sempre nel pieno rispetto della tradizione, si torna al totale utilizzo delle vasche in cemento per la fermentazione del vino, fermentazioni spontanee e senza utilizzo di lieviti selezionati. I vini continuano ad invecchiare rigorosamente in grandi botti di rovere di Slavonia.
Nel 2015 arrivano altri importanti cambiamenti: una grande ristrutturazione delle cantine storiche che riporta alla luce vecchie vasche in cemento; la conversione al biologico; l’acquisto di 3ha nel Tortonese per la produzione di Timorasso, e 11ha a Madonna di Como, che vanno ad aggiungersi ai 20ha aziendali. Sulla filosofia del biologico, Borgogno ha deciso di ridare vita a questo bosco con l’obiettivo della salvaguardia della biodiversità ambientale e della conservazione di un immenso patrimonio tipico di queste terre, il tartufo.
Ad iniziare questa entusiasmante avventura è il Cavalier Francesco Borgogno, rimasto alla carica di Sindaco di Barolo per molti anni.
Durante la sua vita si interessa concretamente alla valorizzazione dei vini locali, in particolar modo nel terribile periodo della Peronospora.
La sua volontà ed i suoi vini genuini e autentici, lo fanno annoverare tra i migliori produttori della zona del Barolo. Alla sua morte Il nipote Lodovico Borgogno eredita i vigneti, e la casa di famiglia con annessa cantina. Lodovico Borgogno trasmette ai figli Serio e Battista l’arte del far vino e l’amore per la propria terra. Sanno cogliere il potenziale di un luogo che oggi è conosciuto in tutto il mondo ed è considerato uno dei migliori cru nell’area del Barolo: Cannubi. Con lungimiranza costruiscono la loro casa e cantina circondate dai loro vigneti, in totale 3ha in una posizione unica:
la sommità di Cannubi. Con entusiasmo e dedizione riescono a far conoscere il loro vino nel mondo. Proseguono tutta la vita nel loro intento: produrre un vino genuino e tradizionale.
Così ancora oggi tutti i vini vengono affinati rigorosamente in grandi botti di rovere di Slavonia, a seguito di grandi lunghe macerazioni in tini in legno.Oggi come un tempo la cantina vuole mantenere un carattere assolutamente famigliare, la cantina è oggi condotta dalle figlie Anna e Paola Borgogno, e dalla quinta generazione di famiglia: Federica Boffa ed Emanuela Bolla.
Serio e Battista continuano a vivere nelle loro vigne e nella passione che hanno saputo trasmettere alla loro famiglia. Serio Borgogno ripeteva sempre: “Segui la tradizione, ricorda sempre le tue radici e proteggile”.
Nasce da un’idea comune di Carlo Marenda, cercatore di tartufi (trifulau) ed Edmondo Bonelli, laureato in scienze naturali.
Il loro incontro avviene in modo del tutto casuale, i due scoprono di condividere idee e pensieri sul tartufo, in particolar modo sulla sua Tutela
e Valorizzazione. Nascono nuovi progetti di recupero di vecchie tartufaie e di messa a dimora di nuove piante tartufigene. In un’area diventata patrimonio mondiale dell’UNESCO, nella quale il tartufo, insieme ai grandi vini rossi, rappresenta l’elemento trainante per il turismo internazionale.Carlo ed Edmondo vogliono avvicinarsi a questo prezioso frutto del nostro territorio da un punto di vista alternativo, senza parlare
di commercializzazione e di vendita. L’unione di queste due figure: il cercatore ed il naturalista dà vita a ciò che loro definiscono “l’era del tartufo 2.0”, in cui il Trifulau è un ecologista che rispetta il bosco e le regole della ricerca e in cui il naturalista contribuisce al mantenimento della biodiversità e degli ambienti naturali. Solamente negli ultimi 25 anni si è registrata una diminuzione delle aree tartufigene in percentuale attorno
al 30%. Save the Truffle è una vera, tangibile, seria occasione per agire e mantenere gli ambienti naturali delle nostre colline. Conservare le tartufaie significa difendere ecosistemi ad elevatissima biodiversità. Save the Truffle intende ripartire da qui, con una visione rinnovata, nuove regole, nuovi ruoli: il progetto “Il Bosco del Tartufo” attuato grazie alla volontà delle aziende vitivinicole Borgogno e Fratelli Serio e battista Borgogno, entrambe di Barolo, rappresenta un passo importante verso una nuova gestione in chiave tartufigena dei nostri boschi.
Ultimo aggiornamento: 23/06/2026
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